Continua la rassegna stampa dell’evento di venerdì 16 all’Università Cattolica organizzato da La7 e Almed, con la partecipazione, tra gli altri, del Master MAPPT – Master in Analisi e Progettazione del Prodotto Televisivo)

 

La Gazzetta dello Sport – 16 ottobre

Corriere della Sera – 16 ottobre

Cronaca Qui – 16 ottobre

Il Giornale 16 ottobre

Leggo – 16 ottobre

Libero – 17 ottobre

IlGiorno – 18 ottobre

Cattolica News: giovedì 22 ottobre 2009

La7 all’esame dell’Università

Gli studenti di quattro master Almed formeranno dei gruppi di lavoro per analizzare palinsesti e formati del terzo polo televisivo. Il progetto presentato da Gad Lerner e Victoria Cabello

Milano, giovedì 22 ottobre 2009

 

E’ la tv che influenza il pensiero della società proponendo nuovi modelli e inducendo nuovi bisogni o è la società che rende la tv uno specchio di se stessa? L’eterno dilemma forse non richiede nemmeno di essere sciolto. Più utili sono un confronto e un reciproco servizio al fine di rendere il rapporto sempre più proficuo. Tentano questa operazione “culturale” l’Università Cattolica e la tv “La 7” perché la tv sia aiutata dalla ricerca universitaria a capire più a fondo il mondo a cui si rivolge, e l’accademia sia sempre più consapevole dei requisiti necessari a formare professionisti preparati, subito dopo la laurea, a entrare nell’universo della comunicazione televisiva. Quattro master dell’Alta scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo della Cattolica (Analisi e progettazione del prodotto televisivo, Progettazione e Comunicazione del Cinema, Media Relation e Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale) entreranno negli studi di La7, canale televisivo di Telecom Italia Media, con un progetto didattico per l’anno accademico 2009 – 2010. Con passione, flessibilità e creatività. Requisiti fondamentali per gli studenti iscritti ai quattro master che saranno invitati a formare gruppi di lavoro per analizzare il modo di fare tv di La7, scelta come modello nel panorama televisivo italiano. L’emittente metterà a disposizione il proprio know-how aprendosi ai giovani che intendano frequentare stage o seminari sul campo di lavoro.

Alla presentazione del progetto, avvenuta in Cattolica nei giorni scorsi con l’evento “La7 va all’Università”, sono intervenuti due volti noti della televisione: Gad Lerner, giornalista e presentatore de l’Infedele e Victoria Cabello showgirl e presentatrice di Victor Victoria che, incalzati dalle domande di Ruggero Eugeni, direttore dell’Almed, hanno parlato dei loro programmi.

«E’ molto importante il lavoro di squadra, anche se noi a l’Infedele siamo solo quattro in redazione – dice Lerner – . Il fatto di essere una televisione piccola, quasi di nicchia, ci ha dato la possibilità di sperimentare dei nuovi progetti, in un certo senso di rischiare». Un feedback decisivo (e positivo) è dato dal pubblico, non solo con lo zapping del telecomando ma anche tramite la gestione delle nuove tecnologie. «Nel mio blog – prosegue Lerner – molti mi danno consigli per migliorare i miei difetti e noto che molte persone sono appostate per seguire i miei nuovi interventi e i post scritti dopo la trasmissione. Questo è un nuovo modo di intendere la televisione e sfruttarne tutti i mezzi». Il nuovo corso della televisione si esprime nel programma più sperimentale di La7 ovvero quello condotto da Victoria Cabello. «Victor Victoria va in onda verso mezzanotte e spesso a quell’ora su rai e mediaset ci sono dei programmi di attualità o politica. E’ una concorrenza agguerrita – dice Victoria Cabello – quindi è difficile trovare delle nuove fette di pubblico. Però l’orario della messa in onda ha dei vantaggi: permette di sperimentare delle cose nuove e di giocare con gli ospiti». Quest’approccio trae ispirazione, per stessa ammissione di Victoria, dal David Letterman show storico programma in terza serata della Cbs dove spesso gli ospiti vengono coinvolti in piccoli sketch comici col presentatore e il pubblico.

Per gli studenti dei quattro Master coinvolti c’è l’opportunità di entrare in contatto con queste realtà. «Spero che la collaborazione fra La7 e l’Università Cattolica – dice Lillo Tombolini, direttore di La7 – sia la prima di una serie di scambi concreti fra TV, cultura e mondo universitario. Il nostro canale prova giorno dopo giorno a confrontarsi con i propri telespettatori – continua Mauro Nanni amministratore delegato di Telecom Italia Media -  mettendo in secondo piano la dimensione estetica e preferendo a essa una maggiore concretezza proprio nel racconto della conoscenza e della realtà». Il progetto fra La7 e l’Almed mira anche a qualcosa di più. Come spiega Andrea Bellavita del master MAPpt «non si tratta solo di fornire una mano d’opera specializzata per la comunicazione, ma per la stessa università è utile per individuare le nuove competenze e i saperi richiesti dalle nuove figure professionali». La7 va all’università, dove gli esami non finiscono mai.

Alessandro Marcato

 

Il servizio sulla mattinata di confronto tra La7 e gli studenti dell’Università Cattolica, organizzata da Almed, Master in Analisi e Progettazione del prodotto televisivo, Master in Progettazione e Comunicazione del Cinema, Master in Media Relation, Master in Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale.

Enjoy!

La7 e le sue sette vite. Torna grande la più piccola delle tv

di Paolo Giordano – IlGiornale – 12 ottobre 2009 -

 

Milano - Diciamola tutta: un anno fa era data per spacciata. Finita. Kaputt. Ora invece. La7 era una dead tv walking, la settima delle reti nazionali che, a causa di turbolenze aziendali, si era rannicchiata su se stessa, aveva perso o stava perdendo volti celebri ed era inseguita da quelle voci perfide, da quei rumors che di solito girano come avvoltoi sui morituri, specialmente su quelli televisivi. Ve li ricordate i commenti? Il più ottimista era nero pece. Adesso basta dare un’occhiata ai dati di ascolto per capire che era tutta una bufala e La7 sta benone, anzi benissimo. In sostanza, buona tenuta della media giornaliera e ottimi risultati nel competitivissimo access prime time e nella prima serata. Tanto per citare l’ultimo esempio, Exit di Ilaria D’Amico alla sua prima puntata ha piazzato lì un 6,7 per cento con un’audience media di 1,5 milioni di telespettatori e quasi otto milioni di contatti. Per intenderci meglio, nella scorsa stagione Exit ha totalizzato uno share medio di quasi la metà, ossia 3,8 per cento nonostante in una puntata abbia addirittura ospitato un Beppe Grillo all’acqua pazza, incontenibile e prevaricatore. Idem per Niente di Personale, l’approfondimento del venerdì di Antonello Piroso che dopo tre puntate ha una media del 3,4 per cento contro il 2,7 per cento dell’altra edizione. Ha guadagnato quasi due punti anche il bersagliatissimo e «Infedele» Gad Lerner e va benissimo anche Otto e mezzo di Lilli Gruber che, dopo tre settimane dalla ripartenza, è quasi al 4 per cento di media contro il 2,6 della precedente stagione. Persino al mattino c’è da brindare: Omnibus è al 5 per cento, risultato di tutto rispetto. E Victoria Cabello si conferma al 3 per cento con Victor Victoria nella seconda serata abbondante.

Per carità, i numeri non sono quelli di portaerei come Canale 5 ma d’altronde sarebbe impossibile. Insomma, alleluia. In tv, per uno strano e perverso gioco giornalistico, fanno sempre più notizia gli spostamenti, le cancellazioni o le bocciature dei programmi, e va bene. Ma stavolta c’è da festeggiare. Di certo, a fregarsi le mani sono Lillo Tombolini, uomo di grande esperienza che ha fatto quadrare i palinsesti e Giovanni Stella, il vicepresidente di Telecom Italia Media che era arrivato con la fama di tagliatore di teste e l’obiettivo dichiarato di «ottimizzare». Fama smentita e missione compiuta. Gli unici profughi eccellenti da La 7 sono stati Piero Chiambretti e Daria Bignardi, che hanno cercato e trovato fortuna altrove. E poi Giuliano Ferrara, che invece ha appeso la tv al chiodo (almeno per ora). Insomma, il milieu della rete è stato rispettato, il patto con gli spettatori anche (più approfondimento e meno paillettes) e ora, sembra, si riparte. Innanzitutto ai primi di novembre torna Marco Paolini con un adattamento televisivo del suo I Miserabili, è attesa una nuova serie di Impero con Valerio Massimo Manfredi e si proverà a sperimentare con Myrta Merlino in un programma di economia e Luisella Costamagna che farà cronaca al pomeriggio da metà novembre. Ma forse la notizia che farà più scalpore è il ritorno di Maurizio Crozza: in primavera porterà in tv un ciclo di puntate tratte dal suo spettacolo teatrale, tutte destinate a diventare piccoli eventi. E allora bye bye a tutti i sospetti di censura. In poche parole e al di là di tutto il chiacchiericcio malizioso, La 7 è diventato un piccolo caso di scuola televisiva: perciò l’Università Cattolica ha deciso di studiarla. E così l’Alta Scuola Almed dell’Università, ossia la sezione che raccoglie tutti i master universitari post laurea in comunicazione, ha deciso di lanciare attraverso Mapt, ossia il Master in Analisi e progettazione del prodotto televisivo, un nuovo progetto che sarà presentato venerdì. Titolo: «La7 va all’Università». Dove gli esami non finiscono mai. Il bello però è che se uno se lo merita, molto spesso li supera.

Appuntamento in Università Cattolica con La7.

Venerdì 16 ottobre alle ore 11 saranno presenti in Cripta Aula Magna i volti di La7 per discutere con noi di televisione, cinema e università.

I professori Ruggero Eugeni e Andrea Bellavita dell’Almed modereranno un dibattito con:

Victoria Cabello
Lilli Gruber
Gad Lerner
Mauro Nanni (Amministratore Delegato Telecom Italia Media)
Marco Ghigliani (Direttore Generale Telecom Italia Media)
Lillo Tombolini (Direttore di Rete LA7)

Con questa giornata, organizzata dall’ALMED e dai MasterMAPpt – Master in Analisi e Progettazione del prodotto televisivo, Master in Progettazione e Comunicazione del Cinema, Master in Media Relation, Master in Giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale, La7 conferma il suo impegno nel sostegno dei master dell’Alta Scuola dell’Università Cattolica.

Ci vediamo venerdì 16 ottobre!

Ecco le locandine: qui e qui!

ecco le nuove locandine!

qui e qui!

I’VE SEEN FILMS in collaborazione con i Master in Progettazione e comunicazione del cinema e Analisi e progettazione del prodotto

televisivo dell’Università Cattolica Cattolica del Sacro Cuore di Milano

presenta due Masterclass nei giorni 1 e 2 ottobre

 

Nella mattinata del 1° ottobre, alle ore 10.00, si terrà una Masterclass dal titolo ‘I Festival e la Promozione del Cinema e del Cortometraggio’ che tratterà delle varie problematiche dei filmmakers inerenti al copyright, alla distribuzione e diffusione dei loro lavori con l’utilizzo delle tecnologie cinematografiche più innovative. I relatori sarano Rutger Hauer, PierPaolo De Fina, Giancarlo Zappoli, Silvana Molino di Microcinema, Cinzia Masotina del gruppo milanese dei ‘100 Autori’, ed altri ospiti del Festival.

 

La giornata del 2 ottobre, sarà ricchissima di eventi: aller ore 10.00 si svolgerà la Masterclass ‘Where Art and Poetry Meet Film’ che vedra’ presenti Massimiliano Finazzer Flory, Rutger Hauer, Lech Majewski e Bill Bristow.  Entrambe le Masterclass dell’ 1 e 2 ottobre avranno luogo nella suggestiva Cripta dell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I programmi dettagliati sono i seguenti:

  (continua…)

Fondato dall’attore Rugter Hauer (Blade Runner, The Hitcher, Batman Begin) e diretto da Pier Paolo De Fina, realizzato con il Patrocinio del Comune di Milano, della Provincia di Milano,del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, del Consolato Generale della Repubblica di Polonia,dell’AGIS Lombarda e della Lombardia Film Commission, I’ve Seen Films Festival è un festival internazionale di cortometraggi, che si tiene a Milano, dal 24 settembre al 3 ottobre, su tre location diverse: il cinema Gnomo, il Centro Culturale Francese e lo spazio THECA. (continua…)

” I commenti, le impressioni, i giudizi critici si accavallano sulle pagine dei giornali e sul web: cosa leggere, cosa ascoltare, a chi credere?

Il nostro obbiettivo è ragionare in maniera critica sul mondo della comunicazione contemporanea, offrendo stimoli per interpretarlo e studiarlo, ma anche per costruirlo, per agire al suo interno. Una delle strade possibili che abbiamo scelto è quella dei Master Universitari, che ALMED ha costruito come un elemento di collegamento tra la formazione didattica e il mondo delle aziende e del lavoro.
L’obiettivo è quello di mettere in contatto i professionisti che domani si occuperanno di “fare” la televisione, il cinema, e tutto quello che riguarda il mondo della comunicazione, con le realtà produttive e realizzative. Il MAPpt-Master in Analisi e Progettazione del prodotto televisivo, si occupa di studiare e di analizzare il sistema televisivo, ma soprattutto si impegna a creare professionalità in grado di cambiare, innovare, trasformare (perché no? lasciateci sperare un po’…) il sistema.

Per una volta lascereremo da parte lo sguardo da critico cinematografico, che continuereremo a praticare su Segnocinema, appena il Festival finirà e ci sarà tempo per pensare e lasciar decantare le immagini e le sensazioni, e ne sceglieremo uno un po’ diverso. Un po’ fuori: fuori formato.

Cercheremo insieme di captare, di recepire, di incontrare e di scontrare, tutti gli stimoli e le provocazioni che questo Festival ci darà, per trovare qualche cosa, un film, un personaggio, una storia, che in qualche modo si collochi fuori dagli schemi.

Quello che c’è in mezzo, lo scarto, appena al di là dei limiti entro i quali siamo abituati a guardare il cinema e il suo rapporto con gli altri mezzi di comunicazione, soprattutto quello televisivo.

Magari, fuori campo e fuori formato, riusciremo a trovare qualche cosa che servirà anche a noi: qualche spunto per incominciare a ragionare con i nostri ragazzi, quelli che parteciperanno o hanno partecipato ai nostri Master.
Qualche cosa che serva per capire come funziona il giocattolo. E per capire come si fa a cambiarlo.

FUORI FORMATO by ALMED

 

Gli studenti del MAPpt raccontano le loro esperienze di stage testo: a un mese dalla chiusura della prima edizione del Master in Analisi e Progettazione del prodotto televisivo, sono partite le prime esperienze di stage in azienda: ce lo racconta chi è passato dall’aula alla scrivania”.

Gli inserimenti in stage:
Simona: Magnolia Lab – analisi di scenario e progettazione di format
Giorgio: Magnolia Lab – analisi di scenario e progettazione di format
Ilaria: Neonetwork Lab – analisi di scenario e progettazione di format
Francesca: Neonetwork – assistente di produzione”

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